L’archivio storico delle elezioni

BiblioMediaBlog

Il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica italiana in ricordo del referendum che, tenutosi appunto il 2 e il 3 giugno 1946, permise agli italiani di scegliere la forma istituzionale dello Stato tra repubblica e monarchia.

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La nascita della Repubblica Italiana fu proclamata dalla Corte di Cassazione il 18 giugno del 1946, dopo l’annuncio dei risultati ufficiali.

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I social network nell’educazione

Tutor Online: formazione, ricerca e condivisione

Il testo  “I social network nell’educazione. Basi teoriche, modelli applicativi e linee guida“, scritto da Maria Ranieri e Stefania Manca, si rivolge a studenti, insegnanti, formatori e policy makers. Si affronta il tema sotto diverse dimensioni: l’aspetto teorico riguardante l’educazione ai nuovi media di cui i social network rappresentano uno delle espressioni più attuali e l’aspetto applicativo  dell’apprendimento e della formazione con tale medium.
E’ possibile visionare un estratto del testo nel sito ufficiale della casa editrice Erickson. Il libro si compone anche di due appendici, una sezione dedicata alle “schede di buone pratiche” e un’altra dedicata alle “Schede tecniche”.

Vai alla scheda del libro.

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La verità su Ustica, era ora

La Torre di Babele

Si sa che molto spesso la verità giornalistica arriva molto prima di quella giudiziaria.  Prendete Ustica. Trentatrè anni dopo, la Cassazione ha stabilito che ci fu depistaggio e che fu un missile a colpire il Dc9. E si è dimenticata di dire che si conosce anche la nazionalità: francese. Lo hanno urlato tutti i giornali. Già molto tempo fa scrissi queste righe. 

Ustica resta sicuramente il più grande mistero della storia recente d’Italia. Per tanto tempo la verità giornalistica è stata umiliata da quella giudiziaria. Ricordo ai tempi dei primi processi il “furore” di un generalone che non accettava l’idea del muro di gomma. Invece la vicenda è stracolma di depistaggi e false testimonianze, di prove alterate, cancellate e distrutte. Già anni fa (1999) il giudice Priore parlò di “battaglia aerea” smentito allora dalla Cassazione che accreditò invece la versione ufficiale della Nato, nonostante che l’unico radar rimasto intatto dimostrasse…

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Come scrivere bene, di Umberto Eco

scrivere bene

  1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
  2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
  3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
  4. Esprimiti siccome ti nutri.
  5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
  6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
  7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
  8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
  9. Non generalizzare mai.
  10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
  11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
  12. I paragoni sono come le frasi fatte.
  13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
  14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
  15. Sii sempre più o meno specifico.
  16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
  17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
  18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
  19. Metti, le virgole, al posto giusto.
  20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
  21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
  22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
  23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
  24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
  25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
  26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
  27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
  28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
  29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
  30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo,l’autore del 5 maggio.
  31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
  32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
  33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
  34. Non andare troppo sovente a capo.
  35. Almeno, non quando non serve.
  36. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
  37. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
  38. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
  39. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
  40. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che una frase compiuta deve avere.

(Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Bompiani 2000)

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I paradigmi dell’educazione

Per un certo periodo di tempo mi sono imbattuta in questo video ovunque cliccassi. Ora lo ritrovo nuovamente, riproposto all’interno di un corso molto interessante che sto frequentando (un po’ saltuariamente…) e lo rivedo volentieri: ogni volta mi affascina.

E…a proposito di pensiero divergente, cliccando su questo link potrete provare un bellissimo Learning Object by Stefano D’Ambrosio.

i paradigmi dell'educazione

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cMOOC – Feed in aggiornamento #Itis13

Ma è fantastico! Ho appena sperimentato di persona l’utilizzo di RssOwl in fase di aggiornamento! Mentre stavo svolgendo un’altra attività ecco che mi compare in basso a destra la finestra di aggiornamento del feed con i nuovi commenti #Itis13 http://iamarf.org/2013/04/18/cantieri-ltis13/

Vedere per credere!

Mi sento così…multitasking! 🙂

 

RssOwl

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A come Amicitia

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Tweet da Anna Rita Lauri (@larita)

Anna Rita Lauri (@larita) ha twittato alle 9:21 AM on sab, apr 20, 2013:
Democratic Development http://t.co/GDDB9IoD5i
(https://twitter.com/larita/status/325509428545732608)

Scarica l’app ufficiale di Twitter da https://twitter.com/download

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Feed con Chrome

Per aggiungere Feed con Chrome esiste un’estensione che si chiama Estensione Iscrizioni RSS (di Google)che facilita decisamente le operazioni di iscrizione al Really Simple Syndication. 

In risposta al  post di Andreas 

aggiungere feed

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Aggiungendo feed degli abitanti del villaggio in costruzione

Alle prese con “Chi è che racconta?” #Itis13.

http://iamarf.org/2013/04/19/chi-e-che-racconta-ltis13/

Ho importato il File opml #ltis13 in Bloglines ed ho scoperto una cosa:

Bloglines visualizza anche il mio profilo pubblico di Netvibes o_O, ma da qui non posso spostare i blocchi, se non registrandomi a Netvibes. Domanda: ma non ero già loggata?

Bloglines

Netvibes..

.

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